Cenni storici
La storia degli idrovolanti (tratto da Wikipedia l'enciclopedia libera)

Idrovolante

Un idrovolante è un aeroplano in grado di effettuare le operazioni di decollo e ammaraggio da una superficie acquatica, quale mare, laghi, canali o fiumi. Per indicare le operazioni di rientro del velivolo talvolta si utilizza impropriamente il termine di atterraggio, proprio degli aerei terrestri.

Gli idrovolante sono in grado di decollare ed ammarare dall’acqua nella loro accezione più generica. Possono essere classificati in base al sistema di sostentamento (galleggiamento) in acqua oppure alla possibilità di operare anche da superfici terrestri (aerei anfibi). In particolare la differente conformazione del sistema di galleggiamento consentirà all’idrovolante di operare da solo acque calme, oppure anche in presenza di acque poco mosse. Nei primi anni del novecento il termine “idrovolante” era utilizzato anche per indicare i primi esperimenti nel campo degli aliscafi, il loro inventore, Enrico Forlanini, designava così la sua invenzione. In questa accezione il termine venne ben presto soppiantato da “idroplano“, prima, e “aliscafo“, poi, il termine correntemente usato oggi.

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Tipologie di idrovolante

Con il termine idrovolante si intendono gli aerei in grado di decollare ed ammarare dall’acqua nella loro accezione più generica. Possono essere classificati in base al sistema di sostentamento (galleggiamento) in acqua oppure alla possibilità di operare anche da superfici terrestri. In particolare la differente conformazione del sistema di galleggiamento consentirà all’idrovolante di operare da solo acque calme, oppure anche in presenza di acque poco mosse.

Idrovolante a galleggianti (scarponi)
L’idrovolante a galleggianti presenta struttura analoga all’omologo terrestre. Se negli aerei terrestri il contatto con il terreno avviene attraverso le ruote del carrello, questo tipo di idrovolanti monta dei galleggianti o scarponi, che lo sopraelevano dalla superficie acquatica. In genere sono di questo tipo tutti i piccoli idrovolanti monomotore, come alcuni modelli CessnaPiperde Havilland.

A galleggiante singolo con stabilizzatori
Questo tipo di idrovolante prevede un unico galleggiante montato al di sotto della fusoliera (scarpone centrale). In genere questa configurazione prevede due piccoli galleggianti montati al di sotto delle ali per assicurare una migliore stabilità in acqua. Questa configurazione era in auge soprattutto per gli idrovolanti da ricognizione imbarcati, infatti garantisce, rispetto a quella a doppio scarpone, una maggiore stabilità in ammaraggio, al prezzo di una maggiore complessità e peggiore aerodinamica.

A due galleggianti
Questo tipo di idrovolanti prevede due galleggianti di uguale dimensione montati parallelamente sotto la fusoliera, analogamente a quanto avviene per le ruote di un carrello fisso. Questa configurazione era tipica degli ultimi sviluppi degli idrovolanti da competizione e degli aerosiluranti, tuttora molto diffusa per le versioni acquatiche di aerei da trasporto passeggeri medio/piccoli.

Agli albori degli idrovolanti in genere era previsto un terzo piccolo galleggiante in coda (analogamente a quanto avviene per il ruotino di coda di un aereo terrestre con carrello triciclo posteriore). Ad impiegare i due scarponi con il terzo galleggiante in coda anche il Deperdussin ‘Monocoque’, il vincitore, nel 1913, della prima edizione della Coppa Schneider. Il primo idrovolante di Henri Fabre, caratterizzato da una configurazione canard, aveva un galleggiante in posizione avanzata, e due affiancati in coda.

In questo tipo di idrovolante il galleggiamento è fornito dalla stessa fusoliera, che si comporta come lo scafo di una imbarcazione. La progettazione della fusoliera deve quindi avvenire sia seguendo i principi della aerodinamica che quelli della idrodinamica. Questo tipo di idrovolanti presenta spesso dei piccoli galleggianti stabilizzatori alle estremità alari, analogamente per quanto avviene con gli idrovolanti a scarpone centrale.

Questa configurazione è la più adatta per aerei di grandi dimensioni destinati ad operare anche in presenza di acque mosse e presenza di onde. I grandi idrovolanti da ricognizione e trasporto passeggeri degli anni trenta erano a scafo centrale, ed alcuni di essi furono nella loro epoca i più grandi aerei esistenti. Oggi viene utilizzata questa configurazione nei Canadair.

Rara è la configurazione a doppio scafo, in cui il velivolo presenta due fusoliere/scafi parallele. Il doppio scafo decretò il successo del SIAI-Marchetti S.55, velivolo esportato in tutto il mondo e famoso per essere stato impiegato nelle trasvolate atlantiche di massa di Italo Balbo. Sebbene garantisse diversi vantaggi, venne adottata solo nei Savoia-Marchetti S.66Savoia-Marchetti S.77, sviluppi del S.55, e nel Tupolev ANT-22 (Mk I).

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Storia

Il primo volo di un idrovolante fu compiuto da Louis Paulhanil 28 marzo 1910, con un monoplano ideato da Henri Fabre. Il volo ebbe luogo a Martigues, presso Marsiglia. L’aereo, un canard ad elica spingente era a tre galleggianti, uno in posizione centrale avanzata e due affiancati in coda. Sebbene fosse il primo volo coronato da successo, in precedenza erano stati compiuti diversi tentativi, da ricordare quello di William Kress, il 3 ottobre 1901, nel Wienerwaldsee, presso Vienna, un balzo che si concluse con un tonfo in acqua. Ad ogni modo, anche il modello di Fabre era afflitto da problemi. Il primo idrovolante sufficientemente affidabile, fu realizzato e pilotato dall’italiano Mario Calderara, il primo pilota brevettato italiano della storia, e volò per la prima volta nel 1912 nel golfo di La Spezia.

Il contributo maggiore alla progettazione degli idrovolanti fu dato però dal pioniere dell’aeronautica statunitense Glenn Curtiss, membro dell’Aerial Experiment Association e fondatore dell’omonima ditta. Dopo un prototipo che nel 1908 non riuscì a prendere il volo, nel 1911 ritentò con un altro velivolo, caratterizzato da un galleggiante centrale sotto le ali, ed uno più piccolo in coda. Il primo volo fu compiuto il 26 gennaio. Grazie al successo nell’impresa Curtiss decise di continuare lo sviluppo realizzando, nel febbraio dello stesso anno, il Triad, il primo aereo anfibio. Successivamente Curtiss iniziò ad occuparsi di idrovolanti a scafo, designati Curtiss Flying-Boat N.1 e Flying-Boat N.2.

La designazione Flying-Boat divenne in seguito il termine correntemente usato nella lingua inglese per indicare gli idrovolanti a scafo. Dietro al Flying-Boat nel 1925 si farà trainare, alla velocità di 80 mph pari a circa 130 km/h, il primo sciatore sull’acqua della storia, Ralph Samuelson.

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Le prime compagnie

Con la disponibilità dei mezzi, cominciarono a formarsi le prime compagnie aeree. Il 1º gennaio 914 n idrovolante biposto Benoist XIV, pilotato da Antony Jannus, trasportando un passeggero sulla tratta St.Petersburg-Tampa(35 km), in Florida, effettua il primo servizio commerciale di linea. Però la Benoist Company interromperà il servizio di due voli giornalieri tre mesi dopo, il 31 marzo uccessivo Il primato di prima compagnia aerea ad effettuare servizi regolari con aeroplani (I dirigibili Zeppelin della DELAG avevano iniziato a servire alcune tratte in Germania dal 1909, è talvolta conteso dall’Austria, che offriva un servizio regolare a partire da Pola, nella primavera del 1915.


Anni venti e trenta: l’apice dell’idrovolante

Nel periodo che va tra le due guerre mondiali, l’idrovolante, nelle sue diverse accezioni, sembrava destinato a prendere il sopravvento sugli aerei terrestri, in particolare nei campi del trasporto e della velocità, e manteneva una chiara importanza anche nel comparto militare in particolare nel settore della ricognizione marittima.


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Record e primati

  • Il primo idrovolante con motore a reazione è stato il britannico Saro SR A/1 nel 1947
  • Il primo idrovolante a superare il muro del suono è stato lo statunitense Convair XF2Y-1 Sea Dart nel 1953. Questo idrovolante è anche l’unico ad averlo superato, sebbene anche il Martin P6M SeaMaster arrivasse a velocità prossime ai 1000 km/h. Il primato di velocità omologato FAI resta comunque all’idrovolante sovietico Beriev Be-10, con 912 km/h il 22 luglio 1961.
  • Il più grande idrovolante è lo statunitense Hughes H-4 Hercules (Spruce Goose). Questo aereo, con i suoi 97,54 m, è tuttora il velivolo con la maggiore apertura alare.
  • Il più grande idrovolante a scarponi è stato l’italiano CANT Z.511.
  • Il più veloce idrovolante con motore a pistoni è l’italiano Macchi-Castoldi M.C.72 con 709,209 km/h.

Idrovolante. Wikipedia, L’enciclopedia libera. Retrieved  settembre 7, 2011 from http://it.wikipedia.org/wiki/Idrovolante

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